INTRODUZIONE ALLA TERZA EDIZIONE DI SHARITALY

L’economia collaborativa oggi si trova di fronte a un importante momento di crescita e cambiamento. Dopo essere stata salutata da molti come la ricetta salvifica per superare la dicotomia fra pubblico e privato, e un capitalismo ormai in crisi, oggi il dibattito e i giornali si soffermano sempre più spesso sulle contraddizioni che la crescita e la finanziarizzazione delle grandi piattaforme portano con loro. L’entrata massiccia di investimenti nelle piattaforme collaborative da parte di venture capitalist in America, sebbene ne abbia permesso la crescita, ha accentuato le distorsioni di un modello ancora poco maturo, rischiando, anche, di offuscarne la carica innovativa.

Il rischio che si pone oggi è di ricondurre le innovazioni proposte dalla sharing economy dentro a categorie vecchie (profit vs non profit – lavoro autonomo vs lavoro fisso –ecc.), senza riuscire invece a comprendere il contesto di profondo cambiamento in cui l’economia collaborativa si inserisce e di cui è espressione. Capire il contesto significa superare anche le dialettiche fra chi è favorevole e chi è contro, e comprendere i possibili modelli applicativi che questa nuova economia propone, al fine di indirizzare al meglio gli impatti economici e sociali prodotti.

Da qui il titolo della terza edizione di Sharitaly: “Non solo app. L’economia collaborativa nelle aziende, nelle pubbliche amministrazioni e nel terzo settore”. L’economia collaborativa, infatti, non è una reazione temporanea alla crisi e neanche soltanto quella delle grandi piattaforme, ma è un’importante trasformazione che passa da un ripensamento strutturale dei rapporti tra economia e società, basato sulla creazione di legame sociale come fondativo dello scambio economico. Un legame che passa dalla proposizione di un nuovo modello di servizio, quello che potremmo definire “modello-piattaforma” che rivoluziona il modo di gestire la catena del valore dell’azienda, i clienti e i loro bisogni. Un modello che, pur con le sue imperfezioni che devono essere comprese ed affrontate, offre l’opportunità di ripensare al modo in cui gestiamo le nostre imprese, le nostre città e anche le comunità.

Ecco dunque che la terza edizione di Sharitaly ha un duplice scopo. Da un lato, come ogni anno, vuole fare il punto e contribuire al dibattito sull’economia collaborativa contestualizzandolo in Italia. Nei due giorni del convegno saranno, infatti, presenti fra i più importanti esperti del tema, nazionali e internazionali, ai quali, sotto forma di monologhi, di dialoghi o di interviste, sarà chiesto di rispondere alle principali questioni che pone l’economia collaborativa. Dall’altro si vuole provare ad andare oltre la teoria portando l’economia collaborativa su un piano applicativo. Mettendo a confronto l’innovazione che arriva sia dalle start up che dalle aziende (profit e non profit) e dalle istituzioni e fornendo strumenti per far crescere conoscenza e competenza. Il secondo giorno, infatti, sarà interamente dedicato a workshop, con un Business Forum dedicato interamente alle aziende e laboratori di apprendimento anche per terzo settore e amministrazioni. Un programma intenso di formazione per contestualizzare l’economia collaborativa, capirne le logiche trasformative, e riuscire a coglierne le opportunità.

Infine, Sharitaly come gli altri anni, vuole essere anche un momento di incontro e lancio di nuove occasioni. Come in passato Sharitaly è stato il volano per il percorso di Sharexpo, e della Sharing School, quest’anno si lancerà per la prima volta uno start up awards con il quale si vuole contribuire alla diffusione di nuove piattaforme.

PERCHE’ PARTECIPARE

Un business forum per aziende, professionisti e startup; laboratori dedicati a pubbliche amministrazioni e imprese sociali che vogliono conoscere come l’economia collaborativa per ridisegnare vecchi servizi o crearne di nuovi; tre ricerche inedite; talk di ispirazione, case studies, interviste. Ma anche momenti di contaminazione, start up awards e aperitivi all’insegna della relazione e della convivialità. Tutto questo è Sharitaly, per ispirare, formare, contaminare e occuparci del presente e del futuro dell’economia collaborativa.

 

Chi lavora già nell’economia collaborativa potrà trovare in Sharitaly un momento di incontro e confronto, di scoperta di nuove realtà, di contaminazione. Per chi, invece, è semplicemente interessato a capirne di più, Sharitaly è il momento per conoscere, comprendere ma anche per entrare in contatto con chi in Italia e all’estero si occupa del tema, con imprese collaborative, con istituzioni che stanno sperimentando.

PERCHE’ UN BIGLIETTO A PAGAMENTO

Per la prima volta quest’anno Sharitaly sarà a pagamento.
Abbiamo ragionato a lungo prima di compiere questa scelta sapendo che questo precluderà l’ingresso ad alcuni, ma crediamo sia un passo importante per garantire il proseguimento dell’evento e la salvaguardia dei contenuti.
Con le scorse edizioni, crediamo di aver contribuito in maniera concreta e attiva alla crescita e diffusione dell’economia collaborativa. Siamo riusciti a raccogliere e a valorizzare il lavoro di molti, a radunare una comunità di esperti, a far conoscere e a sostenere imprese collaborative. Non contenti, quest’anno abbiamo alzato il tiro, portando l’evento da uno a due giorni e in uno spazio, quello dell’ex Ansaldo, che offre maggiori possibilità di confronto e lavoro.
Per preservare e misurare tutto questo abbiamo pensato di introdurre un biglietto. E abbiamo pensato di farlo non solo per ripagare lo sforzo di chi lavora a Sharitaly garantendone continuità, ma anche perché pensiamo che gli eventi debbano essere sostenibili per il valore che esprimono e non per le sponsorizzazioni che ricevono. Crediamo importante il contributo degli sponsor – soprattutto quando sono partner con cui è in corso un lavoro di cui il convegno diventa una tappa– ma ancora più importante quello del pubblico che attraverso il biglietto può misurare il valore dell’evento e decidere, l’anno successivo, se ripagare la fiducia accordata. Un biglietto, dunque, per sostenere Sharitaly, per garantirgli continuità, e per misurarne il valore.